Cosa sono i Purana?

Purana (III a.C- VII sec d.C), termine sanscrito che significa “antiche storie”, sono un gruppo di testi sacri hindu redatti in lingua sanscrita cha avevano come obiettivo quello di far accedere alla conoscenza tramandata dai Veda, coloro a cui era severamente proibito l’ascolto e cioè gli śudra (coloro che appartenevano alle caste più basse della società e che quindi non erano né brāhmaṇi, kṣatriya o vaiśya) e le donne

Interessante è ritenere inoltre che: “Il fine ultimo posto dai Purāṇa è l’acquisizione di un phala (lett. “frutto”, in questo caso traducibile con “merito spirituale”). Esso si può ottenere nei modi più vari (nelle singole opere spesso si possono trovare indicazioni specifiche): principalmente attraverso la lettura, l’ascolto del testo e rendendo devozione al dio in esso celebrato, ma anche seguendo le indicazioni date sul pellegrinaggio in luoghi sacri e addirittura semplicemente possedendolo o facendone dono a un brahmano” (Fonte: https://bit.ly/41ARIkM).

I Purana sono considerati veri e propri testi sacri che parlano della creazione del mondo, narrano storie ed imprese di dei e re, contengono profezie sulle prossime ere (YUGA), parlano dei quattro scopi della vita (PURUSHARTHA), descrivono riti religiosi, pellegrinaggi, insomma racchiudono tutto ciò che ancora oggi costituisce l’humus della religione indiana. 

Cosa puoi leggere all’interno dei Purana?

Esistono tantissimi Purana ma gli studiosi sono concordi nel riconoscerne un nucleo più importante costituito da 18 detti MahaPurana. Tra questi i più famosi sono la Siva Purana e il Visnu Purana di cui ti lascio qui di seguito qualche estratto. 

CAPITOLO 1

Le donne seguiranno i loro istinti e cercheranno sempre il piacere. Gli uomini concentreranno i loro desideri sulla ricchezza, anche se acquisita in modo disonesto

Nell’età di Kali chiunque abbia carrozze, cavalli ed clefanti sarà un Raja: chiunque sia debole sarà uno schiavo

Nell’età di Kali gli uomini…diranno: Che autorità hanno i Veda? Cosa sono gli Dei o i Bramani? Che bisogno c’è di purificarsi con l’acqua? Quindi le nuvole porteranno poca pioggia: il frumento sarà la luce nell’orecchio, e il grano sarà poco e di scarsa linfa..Dotati di poca sensibilità gli uomini… peccheranno ogni giorno..

CAPITOLO 5

Avvolto dal buio dell’ignoranza e completamente disorientato, l’uomo non sa dove sia, chi sia, dove vada né quale sia la sua natura; non sa quali siano i suoi vincoli, cosa sia fra le cause e cosa no, cosa sia da fare e cosa no; non sa cosa deve essere detto e cosa no, né cosa è giusto e cosa no” 

CAPITOLO 7

O Illustre saggio, insegnami qual è il perfetto rifugio della mente riposando nel quale si distruggono tutti i prodotti dell’infermità mentale?

Kesidhwaja rispose: II rifugio della mente è lo spirito (Brahma), che per sua stessa natura è duplice, come entità con o senza forma, ed ognuno di questi è supremo e secondario. La comprensione dello spirito è ancora una volta triplice. Ti spiegherò i diversi generi: ci sono quelli chiamati Brahma, quelli che prendono il nome dalle azioni e quelli che comprendono entrambi. La comprensione mentale che consiste nel Brahma è una; quella che si forma dalle azioni è l’altra; e quella che include entrambe è la terza; quindi la comprensione mentale dell’oggetto o rifugio dei pensieri è tripartita. Sanadana e altri sapienti supremi erano dotati di comprensione della natura del Brahma. Gli Dei e gli altri esseri simili, sia inanimati che inanimati, sono dotati della comprensione che concerne le azioni. La comprensione che include entrambi, le azioni e lo spirito, esiste in Hiranyagarbha ed altri, che hanno la conoscenza contemplativa nella loro natura e che esercitano anche alcune funzioni attive, come la creazione ed il riposo. Finché tutte le azioni che causano le nozioni di individualità vengono interrotte, lo spirito è una cosa e l’universo a un’altra, e quindi gli oggetti sono distinti e vari per quelli che contemplano; tuttavia vi è quella che è chiamata vera conoscenza, o conoscenza di Brahma, che non riconosce alcuna distinzione, che contempla solo la semplice esistenza, che è indefinibile dalle parole e che viene scoperta solamente nel proprio spirito. Si tratta di ciò che è supremo, non nato, forma imperitura di Vishnu, che è privo di forma percepibile dai sensi e che è caratterizzato dalla condizione dell’anima suprema, che viene modificata in vari modi dalla condizione della forma universale. Ma questa condizione non può essere contemplata dai saggi nella loro devozione, quindi essi devono dirigere le loro menti nella grossolana forma di Hari, che è universalmente percettibile. Essi devono meditare su di esso come Hirañva-garbha, come il glorioso Vasava, come Prajapati, come i venti, i Vasi, i Rudra, i soli, le stelle, i pianeti, i Gandharva, gli Yaksha, i Daitya, tutti gli Dei ed i loro antenati, uomini, animali, montagne, oceani, fiumi, alberi, tutti gli esseri e tutte le origini di qualunque essere, tutte le modifiche, qualsiasi cosa nella natura e nei suoi prodotti, sia consapevoli che inconsci, con uno, due o più piedi; tutto ciò è la forma sensibile di Hari, che deve essere studiata tramite le tre tipologie di comprensione. Tutto questo mondo universale, questo mondo di entità stazionarie ed in movimento, è pervaso dall’energia di Vishnu, che è della natura del supremo Brahma

Ti può essere utile, per capire meglio questo articolo, ascoltare anche il mio precedente podcast: “Quando è nato lo Yoga?”. Di seguito ti lascio il link alla copia su cui è stato fatto il mio podcast e redatto questo articolo: https://amzn.to/450Dk8E

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