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Le pietre miliari dello yoga! Una mappa per orientarti tra gli scritti più importanti e fondamentali delle origini dello yoga!

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Praticare yoga richiede costanza, passione e una buona dose di curiosità. Non accontentarti mai di qualche frettolosa spiegazione e quando qualcosa non ti è chiara o semplicemente senti che devi saperne di più, non ti fermare e comincia la tua ricerca: scoprirai che dietro questa inspiegabile voglia di sapere, si celava molto probabilmente un insegnamento o qualche messaggio importante per te da scoprire.

In questo viaggio è tuttavia fondamentale, che tu abbia con te una mappa, una sorta di cartina di orientamento, un sicuro google maps che possa funzionare anche senza connessione internet e che ti permetta sempre di orientarti in qualsiasi luogo tu vada a trovarti. Queste mappe servono tanto nella pratica sul tappetino (e in generale sono indicate e illustrate per te dal tuo insegnante di yoga), quanto nella teoria e nel video e articolo che segue cercherò proprio di fornirti una mappa, una cartina teorica degli scritti fondamentali che tutti gli yogi dovrebbero avere sempre ben presenti.

Come specificato nel video, l’obiettivo non è in questo caso di essere esaustivi e super dettagliati ma  al contrario sintetici puliti e chiari. Questo è solo uno SCHELETRO, ho tolto tantissime cose: a te poi la possibilità di arricchire e approfondire come preferirai, seguendo un percorso piuttosto che un altro. Ma se ti perderai saprai da ora in poi sempre quali sono i punti di riferimento principali.

Cominciamo per ordine cronologico e in questo articolo troverai oltre a qualche dettaglio in più, anche maggiore precisione rispetto magari a qualche errore di confusione che posso aver fatto parlando nel video.

Iniziamo.

VEDA (2000 a.C. – 1100 a.C): da “VID” conoscenza, saperi rivelati direttamente da Brahma, da Dio, l’Assoluto.  Si tratta in sostanza di un’insieme di scritti enciclopedici e super estesi che contengono informazioni su diversi campi di conoscenza come la medicina, la cosmologia, la meditazione, le scienze politiche e militari. Generalmente suddivisi in quattro gruppi principali, nella raccolta di datazione più antica il RIG VEDA appare per la prima volta la parola YOGA intesa come “YUGA” e cioè il giuco attraverso cui si era soliti attaccare i cavalli e/o i buoi al carro.

In questa accezione il  significato originario di yoga sembra proprio essere quello di aggiogare, controllare CORPO, MENTE e SENSI (paragonati a cavalli ribelli, appunto) con l’arte dello YOGA. Tuttavia nei VEDA ancora non abbiamo alcuna indicazione e riferimento circa la pratica vera e propria dello yoga. Una spiegazione possibile è che le civiltà antiche erano già cosi inclini alla meditazione da trovare più facilmente questo stato di controllo dei sensi!

UPANISHAD (800 a.C. – 500 a. C.) da “UPA” sedersi, “NI” vicino, “SHAD” alla conoscenza. Saperi trasmessi per via orale e poi messi per iscritto solo in un secondo momento che sembrano completare gli insegnamenti dei VEDA, costituendo una sorta di loro commentario. Per questo vengono spesso anche indicati come gli scritti della cultura del VEDANTA che completa appunto quanto espresso dai VEDA. Dal punto di vista yoga ci interessano perché in essi troviamo per la prima volta i concetti di ATMAN (anima), BRAHAMAN (assoluto), mondo oggettivoMAYAPRANAENERGIA VITALENADI

MAHABHARATA con BAGHAVAGITA  (300 a.C. – 100  d. C). Il MAHABHARATA (da “maha” grande e BHARATA dinastia di riferimento) è insieme al RAMAYANA uno dei più importanti ed estesi poemi epici indiani. Come yogi a noi interessa del MAHABHARATA sopratutto la parte della BAGHAVAGITA (da “GITA” canto di BHAGAVAD e cioè del divino ) dove si narrano le vicende del guerriero Arjuna e vengono esposte le tre vie dello yoga: KARMA YOGA, yoga dell’azione; BHAKTI YOGA, yoga della devozione e JNANA YOGA, lo yoga della conoscenza. Ovviamente la BHAGAVAGITA è importante anche per tanti altri insegnamenti e meriterebbe ogni giorno di essere letta ed approfondita, ma per necessità di sintesi, chiarezza e facile meorizzazione qui in questa sede e nel video mi limiterò a segnalarti quanto appena detto!

YOGA SUTRA di PATANJALI  (200 a.C) Insieme di aforismi conosciuto da tutti tutti i praticanti du yoga nei quali Patanjali ci parla in particolar modo degli 8 ANGA (rami) dello YOGA, del SAMADHI, delle SIDDHI, della diffirenza tra PURUSA e PRAKRITI e in ciu troviamo il famosissimo assunto “Yogaś citta vṛtti nirodhaḥ” ovvero “Lo Yoga quieta (nirodha) i vortici (vṛtti) della mente (citta)”.

Tuttavia per rintracciare i primi veri scritti dove si parla e si descrivono gli asana come le intendiamo noi oggi è necessario come ti spiego nel video, fare un lungo balzo in avanti e arrivare nel basso medioevo indiano dove troviamo in ordine cronolgico:

HATHA YOGA PRADIPIKA  (XV secolo  d. C.) da “Pradipika” che si illumina da solo, quindi uno scritto che intende far luce sulla natura dello yoga e in cui troviamo per la prima volta indicati e descritti ben 15 ASANA (di cui 11 asana preparatori e 4 asana veri e propri), la descrizione di 25 MUDRA, qualche esercizio di PRANAYMA e qualche accenno allo stato di SAMADHI.

GHERANDA SAMITHA  ( XVI- XVII secolo d. C.) da “Samitha”, raccolta, di Gheranda in cui Gheranda descrive 34 ASANA10 MUDRA, accenna ai concetti di PURIFICAZIONEPRANAYAMADHYANASAMADHIDHYANA.

SIVA SAMHITA  (XVIII secolo d. C.)  ultimo e più recente testo sullo yoga nel quale vengono trattati i concetti di PRINCIPIO VITALENADIVAYU.

Bene in questa lista, cosi come nel video ho cercato appositamente di essere il più possibile sintetica, scarna e di non darti troppi particolari che a mio avviso in un primo momento potrebbero avere come risultato solo un inutile sovraccarico mnemonico senza darti invece la possibilità di avere un panorama completo e generale sulle pietre miliari dello yoga.

Spero veramente che questo articolo e il  video ti possano esserti utili per il tuo studio e la tua evoluzione yoga, se si non esitare a farmelo sapere: è sempre bello e super motivante per me ricevere i tuoi feedback! 

A presto!

SAT NAM

Daniela

Daniela

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