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Meditazione yoga: il Mettā, una pratica per migliorare la premurosità e la gentilezza amorevole verso il nostro cuore!

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Mettā in lingua Pali, o maitrī in sanscrito, è una parola traducibile come benevolenza, gentilezza amorevole, buona volontà che nel Buddhismo Theravada (quel ramo del Buddismo che si ispira alle scritture del Canone Pali, ritenuto il testo scritto più antico contenente gli insegnamenti del Buddha giunto ad oggi fino a noi), consiste essenzialmente in una pratica meditativa ben delineata con lo scopo di lenire e calmare mente, anima e copro, alleggerendo il nostro cuore.

Le difficoltà che si possono incontrare in questa tecnica

Questa pratica per quanto semplice possa apparire, può risultare in alcuni casi molto complessa! Quando siamo giù di morale per esempio, mostrarci premurosi e gentili con noi stessi e con gli altri, non è poi una cosa così scontata e “automatica”. In questo caso è molto importante scegliere di affrontare dolcemente i propri sentimenti e dare spazio anche a rifiuti e varie, attenuandone in questo modo la loro resistenza. In questi casi il Mettā funzionerà più che altro come una sorta di “ancora al presente”, che permetterà di capire e scegliere –  indipendentemente da quello che ci è accaduto – una reazione istintiva o una reazione calma, mite, più dolce e leggera per il nostro stesso animo.

E’ inoltre opportuno sottolineare che essere premurosi con se stessi può a volte scontrarsi con tutta una serie di condizionamenti inconsci difficili da individuare, aggiustare e/o correggere.  Perciò in genere risulta a tutti noi molto più facile amare gli altri – partner, amici, animali o piante – e prendersi cura di loro, che dedicare qualche reale premura a noi stessi (facendo riferimento qui come “reale premura”, non ad un bagno caldo o ad una bella passeggiata, ma più che altro proprio ad un sentimento di amore e cura rivolto a noi stessi). 

Da dove cominciare e perché?

Per questo in genere si inizia la pratica del Mettā, concentrandosi in prima istanza su una persona facile da amare, quindi solo in un secondo momento su se stessi, poi verso una persona neutra e solo quando queste tre fasi saranno ben collaudate e fluide nella nostra pratica di meditazione, si può pensare di passare ad estendere il Mettā prima ad a una persona difficile da amare, fino ad arrivare in ultima fase a rivolgersi all’universo intero.

Il fatto che si proceda ripetendo un insieme di “frasette” apparentemente semplici non deve “svilire” o far sembrare questa pratica meno profonda di quanto lo sia in realtà.

Per questo ti consiglio vivamente di seguirmi nella meditazione così come ti guiderò nel video qui di seguito per un minimo di 21 giorni o 3 settimane,  e solo poi pensare autonomamente di passare alle ultime due fasi che troverai qui raggruppate nel punto 5.  In caso è possibile suddividere queste ultime due fasi in due momenti distinti: un momento in cui aggiungerai il Mettā solo per la persona difficile d’amare per una o due settimana e solo infine il momento in cui rivolgerai il Mettā anche all’universo intero.

Quali sono i vantaggi?

A prescindere che nella meditazione come nello yoga tutto, la nostra pratica dovrebbe essere sempre completamente “slegata” da un obiettivo, scopo o risultato finale, di sicuro il Mettā ci aiuterà in maniera tangibile e concreta ad essere più amorevoli e ben disposti nei confronti di ogni essere vivente, esercitando un effetto lenitivo e calmante anche al nostro interno.

Per questo ho deciso di dedicare questa meditazione a tutti voi proprio in questo periodo un pochino particolare che stiamo attraversando nella speranza che renda la nostra Pasqua più leggera e dolce ai nostri cuori!

Per cominciare mi raccomando seguimi nel video (https://youtu.be/-ke_-W55hH4) e poi gradualmente passa alla meditazione autonoma aggiungendo la fase cinque.

Buon Mettā a tutti!

Namasté

Prima fase: siediti o stenditi in silenzio, sonda il tu cuore. Prenditi qualche momento per respirare convogliando delicatamente l’aria verso quella regione. Se preferisci puoi poggiare le mani una sopra l’atra sul centro energetico del cuore, collocato in mezzo al petto.

Seconda fase: Pensa a una persona facile da amare, con cui hai un rapporto privo di complicazioni: un figlio, un’amica, una nonnna, un nipote o anche il tuo animale domestico. Aspetta che la sua immagine prenda forma nella tua mente e percepisci la sua presenza proprio li accanto a te. Poi rivogigli mentalmente queste parole:

Che tu possa essere felice. Che tu possa essere sano e stare bene. Che tu possa essere al sicuro e protetto. Che tu possa essere sereno e tranquillo.” 

Ripeti mentalmente queste frase da un minimo di 3 a un massimo di 5 volte.

Terza fase: Ora sposta l’attenzione su di te e sul tuo cuore. Mentre fai questo respira profondamente ma senza alcuna forzatura in maniera da rendere questa attenzione il più possibile sincera, generosa e gentile. E quanto ti senti pronta/o ripeti a te stessa/o le seguenti parole:

Che io possa essere felice. Che io possa essere sana/o e stare bene. Che io possa essere al sicuro e protetta/o. Che io possa essere serena/o e tranquilla/o.”

Anche in questo caso puoi ripetere queste frasi da un minimo di 3 a un massimo di 5 volte.

Quarta fase: Dopo aver passato qualche istante respirando naturalmente ora individua qualcuno di “neutro”: un apersona con cui non hai alcuna relazione ma con cui magari ti capita di interfacciarti anche se solo di sfuggita. Potrebbe essere un postino, il corriere, la commessa del bar sotto casa, il giornalaio: chiunque sia visualizza la persona individua e mentalmente rivolgi anche a lei le medesime frasi per un minimo di 3 a un massimo di 5 volte:

Che tu possa essere felice. Che tu possa essere sano e stare bene. Che tu possa essere al sicuro e protetto. Che tu possa essere sereno e tranquillo.”

Quinta fase: Questa fase ti consiglio di approcciarla solo dopo qualche tempo (minimo dopo circa 3 settimana che si pratica la meditazione fino alla fase 4). In questa fase si comincia decidendo di rivolgere il proprio metta a qualcuno di difficile: una persona con la quale per i più disparati motivi non si hanno facili rapporti. Visualizzandola con la leggerezza nel cuore che avrai coltivato nelle precedenti frasi ripeti anche a lei per un minimo di 3 volte ad un massimo di 5 le medesime frasi di cui sopra.

Finendo per estendere poi il metta a tutti gli esseri viventi e ripetendo per 5 volte:

Che possano essere felici. Che possano essere sani e stare bene. Che possano essere al sicuro e protetti. Che possano essere sereni e tranquilli.”

Qui trovi invece il mio articolo ad un altra bellissima meditazione: https://ciaoyoga.it/opono-opono-che-cose-e-cosa-ha-a-che-fare-con-lo-yoga/

Daniela

Daniela

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