Yoga Music Settembre 21

Yoga Music Settembre

A Settembre ricomincia a yogare scoprendo il Prema Bhakti di Radharani e offri alla tua pratica tutta una ritrovata musicalità! 

Settembre mese di inizi e riprese, segna per molti non solo il momento di rimettersi al lavoro ma anche quel periodo dell’anno più propizio per ricominciare con ritrovata voglia e determinazione tutte le proprie attività fisiche, ludiche e ….spirituali. 

Lo yoga dovrebbe rientrare tra quelle cosiddette spirituali anche se il più delle volte viene “annoverato” tra le attività di ripresa ludico sportiva: peccato perché se ne perde il dono più grande che potrebbe offrire. Tuttavia anche la pratica yoga più fisica, se guidata con i giusti intenti, regala una remota possibilità all’insegnamento spirituale di arrivare comunque, a chi è in grado – vuoi per predisposizione personale, vuoi per esercizio di umiltà – di chinare le orecchie del cuore al suono del vero che si deflagra dal proprio “di dentro”.

Sono sempre più convinta della non necessità delle parole e dell’urgenza dell’esperienza: è essenziale oggi più che mai smettere di parlare e praticare con cura, disciplina, costanza, ordine, silenzio interno, pulizia, umiltà, riflessività. Ciò che può avvenire con un’attitudine alla pratica di questo tipo è semplicemente intimo e indescrivibile.

Soprattutto per noi occidentali, immersi nel nostro vivere quotidiano, trovo che alcune modalità di pratica yoga tra cui paradossalmente quelle live online possono garantire un’attitudine allo yoga più consona. Alternare classi in cui si è seguiti a delle brevi pratiche personali e in autonomia sarebbe la via più giusta per immergersi nella ricezione degli insegnamenti più profondi.

Nella pratica personale alcune musiche possono sicuramente aiutare non solo come guida all’esperienza ma anche come propellente.

Per questo nella playlist del mese di Settembre troverai degli insegnamenti molto preziosi, travestiti con melodie a volte semplici e rilassanti, altre volte più ritmante e “invadenti”.

Uni dei brani più importati che ti svela il mantra da accogliere per questo mese è l’arrangiamento “Govinda Radhe” by Aria. Chi é Radhe? E perché è preceduta dall’epiteto Govinda alternato a Gopala?

Nella religione induista, Radhe, Rādhā Rādhikā, Rādhārāṇī sono i diversi nomi dell’eterna compagna del dio Kṛṣṇa.  “Radha è l’incarnazione della misericordia di Krishna e grazie a Lei si può raggiungere il culmine del percorso spirituale. Radharani può dare Krishna. Ella è una grandissima devota, l’emblema del maha-bhagavata. Perfino Krishna non può comprendere la qualità della devozione di Radharani. Sebbene Krishna dica vedaham samatitani — “Io so tutto“ — Egli non riesce a comprendere Radharani. Ella è molto elevata.La principale manifestazione di questa misericordia è il santo nome nella forma del maha-mantra: Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare / Hare Rama, Hare Rama, Rama Rama, Hare Hare. In questo mantra si manifestano completamente sia Radha che Krishna. Hare è il vocativo di Hara, un altro nome di Radharani, con cui s’implora Krishna d’impegnarci nel servizio devozionale, la più elevata forma di yoga. Radha è il mezzo con cui si realizza questo servizio, perché Ella è l’incarnazione della devozione, l’essenza dell’amore per Krishna” (Satyaraja Dasa).  

Rādhā, rappresenta quindi la personificazione dell’ideale di quel’ “amore devozionale”  appunto Prema Bhakti, di cui dovrebbe essere impregnata la pratica di ogni yogi. Perché uno yogi che si voglia o no è prima di tutto un credente, un devoto, un fedele..di cosa? Anche del poco. Quando non sembra esserci più nulla a cui credere, a cui tener fede, uno yogi pratica e ha fede questo è il suo  Prema Bhakti che salva da ogni pesantezza. Capirlo a parole è difficile, esperenziarlo con la pratica sicuramente più auspicabile e autentico.  Govinda o Gopala invece sono epiteti presenti per ricordarti l’umiltà del percorso. Siamo solo delle mandrie indistinte senza un “Gopala”, una guida.

E ancora una volta la guida la puoi trovare solo attraverso il silenzio, la pratica e l’onestà di intenti.

Seguono poi dei brani più ritmati e invadenti con le loro melodie melanconiche ed esotiche come nel caso di “Smek” di Yuma dove la sfida è propedeutica per l’esperienza di altri mantra che arriveranno nei prossimi mesi: le parole di questo brano sono infatti incomprensibili come incomprensibile è in un primo momento capire la lingua nel quale sono intonate. Ma il punto non è riuscire nella traduzione letterale del testo, quanto piuttosto mettersi alla prova e domandarsi: ne riesco comunque a percepire il senso?

C’è poi il pezzo “Territory” che non ha assolutamente nulla di yogico ma in questo caso la domanda da farsi è: quanto sono rigidi i miei schemi nel definire ciò che yogico da ciò che non lo é?

Ricorda lo yoga è vita alla stato puro e come tutte le cose che si presentano nella loro totalità contrasti opposizioni ne sono parte integrante. Ascolta, sperimenta e vivi. Questo ti nutrirà e darà tutto un senso ritrovato anche alla tua pratica.

Buon yoga a tutti, buon ascolto, buon Settembre e buon inizio!

Phone: + 39 328 162 6168
Email: danielamasella@gmail.com
Daniela

Daniela

Sono un’insegnante di Hatha Yoga qualificata CSEN e Yoga Alliance RYT®/ E-RYT ® 500 hours.
Queste sono certificazioni ufficiali, importanti ed internazionalmente riconosciute, ma la realtà è che praticare yoga per me è come respirare!!

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