Yoga per la cervicale

Yoga per la cervicale

Dolore al collo e alla cervicale: ecco cosa significa per lo Yoga e come gli asana possono aiutarti!

I dolori al collo e alla cervicale sono forse uno dei fastidi più comuni a cui ognuno di noi più volte nell’arco della propria vita, in maniera più o meno intensa, più o meno ricorrente si trova a fronteggiare.

Nulla di poi così anormale: del resto con la vita che siamo chiamati a vivere è facile trovarci per più ore e più volte al giorno con il capo chino su uno smartphone o seduti con lo sguardo fisso su uno schermo. Ma anche le persone più dinamiche, gli sportivi professionisti e persino gli yogi più disciplinati non sono esenti dal fare i conti con questi tipi di dolori e fastidi.  

Cominciamo dall’inizio:

Che cosa rappresenta esattamente per lo Yoga questa zona del corpo?
Quali energie transitano tra spalle, scapole collo e cervicale?

Di sicuro ci troviamo nell’area dei chakra superiori e a seconda dell’estensione del nostro dolore o fastidio potrebbe trattarsi di un male che si manifesta per un disequilibrio di Anahata chakra (soprattutto se le tensioni partono dalle scapole), ma più generalmente l’energia in gioco quando avvertiamo dolore al collo e alla cervicale è quella di Vishuddha chakra, il chakra della gola.

Come dico sempre ai miei allievi quando pensiamo ai chakra e li indichiamo con le parti del corpo non dobbiamo mai soffermarci sulla parte menzionata come punto di riferimento, ma anzi cercare sempre di considerare la corrispettiva area retrostante.

Anahata chakra, il chakra del cuore è collocato sia davanti al centro del nostro sterno ma anche posteriormente nel punto in mezzo alle scapole, mentre Vishuddha è indicato si come il chakra legato alla gola ma al tempo stesso coinvolge anche tutte le vertebre cervicali, il collo, le spalle, parte della zona occipitale, la ghiandola tiroidea e i condotti auricolari.

Avvertire dolori e fastidi in questa zona può avvenire con dinamiche e modalità differenti.

A volte si sente giusto una rigidità che poi con il tempo magicamente scompare (ma forse semplicemente perché ci stiamo facendo l’abitudine) fino a ripresentarsi poi in maniera più acuta e sgradevole. In altri casi invece, come può capitare agli yogi che cominciano ad avvicinarsi alle posizioni di inversione sulla testa, può essere un dolore intenso e fastidioso dovuto a un movimento sbilanciato e non corretto, oppure come può capitare a tutti, una rigidità dovuta semplicemente a delle infreddature.

Ma al di là della causa scatenate e contingente, lo yoga cerca di andare un pochino più in profondità portandoti a riflettere e a chiedere a te stesso: perché sono debole e rigido e avverto dolore proprio in questa parte del corpo? Ed ecco delle possibili risposte, non certo esaustive ma che di fatto completano la causa contingente e che potresti trovare tranquillamente molto simili anche all’interno di un manuale di medicina psicosomatica!!

Quando il fastidio parte dalle scapole potrebbe esserci un disequilibrio che coinvolge la tua sfera affettiva più intima.

Ricordo qualche anno fa quando dovetti superare la brusca rottura di una relazione per me molto importante: non riuscivo a camminare dritta e avvertivo continuamente un dolore allo sterno che mi faceva chiudere su me stessa percependo a volte dei dolori pungenti e acuti che partivano dalle scapole, coinvolgendo anteriormente la parte alta della gabbia toracica che sentivo come bloccata, incastrata. Cercavo di bilanciare questa naturale tendenza del mio corpo a chiudersi con corrispettiva rigidità su spalle e scapole, stando ore sdraiata in SUPTA BADAKONASANA su di un bolster rialzato con un mattoncino. Ricordo che continuavo a piangere e a singhiozzare ad infinitum ma poi non appena mi calmavo e riuscivo a fare qualche respiro più naturale, anche le scapole perdevano la loro rigidità il petto si apriva, i polmoni si espandevano e l’aria che inspiravo guariva e consolava.

In questi casi quindi possono essere molto utili pratiche di YIN YOGA incentrate sul DU MAI o VASO GOVERNATORE uno dei meridiani straordinari che si trovano lungo la nostra colonna e che ti permettono di lavorare sull’apertura di spalle, petto, cuore riequilibrando tutta la tua energia interiore! 

Se invece, come nella maggioranza dei casi il dolore riguarda la parte tra spalle collo e cervicale, probabilmente c’è qualcosa che non riesci ad esprimere che ti pesa e irrigidisce.

Anche per lo yogi che ha dolore alla cervicale perché è entrato male, troppo di fretta o bilanciando erroneamente i pesi in Sirsasana I o II, il problema è sempre nella testa troppo pesante e “ingombrante” per permettere al cuore di esprimersi. Mi spiego meglio.

Quando si entra male in una posizione di inversione sulla testa è normale soprattutto le prime volte bilanciare male il peso e gravare troppo sul collo lamentando fastidi poi a fine pratica.

Ma alla base l’errore, prima ancora che fisico è sottile: è la brama, l’ego, il non ascoltarsi e non sapersi esprimere con il giusto asana per il proprio livello, la voglia di entrare forse troppo prematuramente nella posizione a crearti il dolore che avvertirai poi. E credetemi parlo per esperienza personale.

Quando le posizioni di inversione sulla testa sono consolidate e confermate, si capisce invece come pesi e rigidità non abbiano proprio nulla a che fare con questo tipo di asana, al contrario leggerezza e libertà saranno le sensazioni che riceverai in dono ogni volta che uscirai da un inversione (verso la quale poi sarà normale sviluppare una certa dipendenza!).

Per i non yogi invece dov’è il problema?

Anche in questo caso dipende da tante cose.

In primis se si tratta di una sofferenza ripetuta e consueta o occasionale. Ma in entrambe le situazioni c’è sempre qualcosa di inespresso che non riesci a comunicare o a concretizzare in parola, azione.

Non occorre la filosofia yoga o un’esperienza particolare di energia sottile, per capire che il collo è come un ponte tra corpo e cervello.

Tutto ciò che è nella tua testa, la parte razionale, più aerea, intangibile del pensiero si trasforma in azione e movimento proprio attraverso e “attraversando” il collo e le colonna vertebrale.

Quindi anche se si tratta di una temporanea rigidità dovuta a un colpo di freddo c’è da chiedersi: che cos’è che non mi fa esprimere come vorrei, che non mi piace, che mi sta irrigidendo? Oppure ancora: quale balla mi sto raccontando facendo finta che mi vada bene quella data cosa, persona, lavoro, evento e/o situazione? Lo so lo yoga è un pò impertinente in questi casi e potremmo avvertirlo anche come elemento “distruttivo” di equilibri personali consolidati e a addirittura voluti, ma il punto è solo uno: cerca di farti essere onesto almeno con te stesso, dandoti la possibilità di esprimerti con tutte le tue energie e libertà…di sicuro questa “cura” non è facile ma più duratura, più lunga e meno comoda e veloce di altri rimedi più tecnici (anti dolorifici, massaggi, creme, etc) che conosciamo bene tutti!

Ma una cosa “bella” e più abbordabile anche nell’aiuto che può fornirti lo yoga in fondo c’è. 

Non sei tenuto assolutamente a partire da tutto questo lavoro introspettivo e meditativo, se in primis l’unica cosa che desideri è SOLLIEVO. 

Ecco quindi che puoi tranquillamente cominciare dalla pratica fisica,  seguendomi in alcuni movimenti che ti propongo in delle sessioni di yoga specifiche e studiate appositamente come quella che ho pubblicato qualche giorno fa qui:

L’unica accortezza che ti chiedo e di fare massima attenzione al respiro e alla intensità dei tuoi movimenti.

Per ogni posizione proposta calibra tu la profondità del movimento e ricorda che il tuo respiro è la tua guida: se vai in apnea senza rendertene conto c’è qualcosa che non va, stai sforzando sicuramente troppo e là dove senti fastidio anche al minimo movimento ricordati di dare più spazio all’espiro e di immaginarlo come una gomma da cancellare che attenua e riduce ogni rigidità.

Ricorda infine che puoi partire da questa via apparentemente più facile e immediata ma pratica dopo pratica lo yoga ti porterà comunque a riequilibrare anche le energie più sottili, ricalibrando nella tua vita quello che non va. Solo ad allora questo disturbo probabilmente scomparirà per sempre!

Buona pratica!

Namasté

Daniela

Daniela

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